| ||||||||
|
|||||||||||||
| Bed and Breakfast Marghera - b&b near Mestre | |||||||||||||
| | benvenuti | foto | posizione | tariffe | zone
di attrazione | links utili |
|
Franca B&B è collocato in una posizione tranquilla e rillassante, ma nel contempo strategica: è situato nel cuore del Veneto: a pochi minuti da Padova, Venezia, Abano e Montegrotto Terme, Monselice, Este, Montagnana, Riviera del Brenta.
MestreMestre è un po' il rovescio della medaglia di
Venezia città d'eccezione, città d'acqua, città d'arte,
città senza auto e moto. Mestre cresciuta negli ultimi decenni
soprattutto grazie ai veneziani qui trasferitisi, è viceversa
città normale, città di terra (e di cemento e di asfalto),
città senza arte, città infestata da auto e moto. Mestre
comunque è anche città discretamente ciclabile; le piste
ciclabili non sono certo frequenti come in una città tedesca o
olandese, ma sono certo in numero superiore alla media italiana. La più lunga è quella
che porta dal cavalcavia presso la stazione al ponte della Libertà e
a Venezia (p.le Roma). Peccato che si interrompa un po' prima del ponte
ostringendo il ciclista a tornare sulla strada motorizzata. Sul ponte
la pista corre sui due marciapiedi. Dentro Mestre il fiore all'occhiello è la
via Dante, caso più unico che raro di strada riservata alle bici;
dal piazzale Leonardo da Vinci porta a un sottopassaggio ciclabile sotto
la stazione ferroviaria e quindi sbocca a Marghera. Qui c'è una
pista ciclabile lungo il viale Fratelli Bandiera, che è viceversa
un brutto esempio di pista abbandonata al degrado e mal segnalata. In
fondo a questo viale, superati gli impianti del petrolchimico, si arriva
alla Malcontenta dove è la famosa Villa Foscari, e poco dopo
ha inizio l'itinerario ciclabile del Brenta. English:
Notiziie su mestre tratte da: http://www.travellero.it
Storia di MestreSecondo la leggenda Mestre sarebbe stata fondata da Mesthle, figlio
di Pilamene, Re di Paflagonia, sfuggito alla distruzione di Troia e sbarcato
nella foresta Fetontea, che all'epoca ricopriva l'intera Pianura Padana.La
vera origine della città di Mestre è incerta: alcuni
storici ritengono sia di epoca etrusca, ed è pressoché accertato
che la città sia già insediamento paleoveneto circa tremila
anni fa. Il nome sembra derivare da quello del centurione romano Mestrius
che vi costruì un castrum diventato fortezza con il nome di Castelvecchio,
distrutto ad opera di Attila, e ricostruito intorno all'anno 1000.Lungo
il perimetro, che misurava più di un chilometro, erano
situate numerose torri, delle quali una, quella dell'Orologio in Piazza
Ferretto, è giunta fino a noi.Mestre viene occupata nel 1245 da
Ezzelino da Romano e nel XIV secolo da Cangrande della Scala, prima di
entrare a far parte dei territori
della Serenissima (1500-1800) e di diventare rinomato luogo di villeggiatura.Nel
1800 i Francesi e, poi, gli Austriaci iniziano la costruzione dei forti
di Mestre. Alla fine del secolo i forti Gazzera, Carpenedo, Tron,
Tessera e Malcontenta costituiranno il campo trincerato di Mestre, che,
fra l'altro, contribuirà alla vittoria italiana nella prima guerra
mondiale, fermando l'avanzata austriaca.Nel frattempo Mestre aveva contribuito
all'unità d'Italia, insorgendo
con Venezia (1848), sotto la guida di Daniele Manin e facendo da scenario
alla famosa Sortita di Forte Marghera. Con l'unità d'Italia, il
Comune di Mestre potrà fregiarsi della medaglia d'oro proprio
per questi avvenimenti. Agli inizi del XX secolo Mestre assume una propria
fisionomia, con la costruzione di via Garibaldi e via Piave, del ponte
Marzenego e del Teatro Toniolo. Dopo la nascita di Porto Marghera, Mestre
subisce un rapido e disordinato sviluppo.
Storia di MargheraLa città di Marghera, nasce nel 1917 sulle ali dell’ideologia futurista per una nuova città tutta industrie, ciminiere e velocità, in grado secondo i seguaci di Marinetti di porre termine alla decadenza della Venezia dei Dogi e della Serenissima Repubblica.In quarant’anni Porto Marghera, avvalendosi di leggi fatte ad hoc, complicità, giochi di potere ed una buona dose di intelligenza mista ad incoscienza, diventa un grande polo industriale dove dal dopoguerra con l’installazione degli impianti petrolchimici si sviluppano le più avanzate produzioni della chimica italiana.La chimica di Marghera rappresenta un punto chiave nella chimica italiana e costituisce un patrimonio da qualificare, secondo una linea rigorosa di rispetto dell’ambiente. In tale processo devono essere coinvolte tutte le Istituzioni ma anche e soprattutto le imprese, che devono tempestivamente adeguare i loro impianti alle normative CEE e alle specificazioni che le competenti autorità riterranno di dover dare in considerazione delle particolari caratteristiche ambientali dell’area di Porto Marghera. Negli ultimi decenni, nell’area, si è assistito ad un lento processo di declino industriale e di degrado urbanistico, contrassegnati, oltre che dalla presenza di vaste aree dismesse o sottoutilizzate, dall’obsolescenza o dall'assenza di molte infrastrutture primarie, e da fenomeni di inquinamento preoccupanti. Si è pertanto iniziato un piano di Riconversione del Polo Industriale di Marghera che ha previsto anche la realizzare di un Parco Scientifico e Tecnologico.Il nascita del VEGA, e la sua localizzazione proprio nella zona industriale di Porto Marghera risale agli inizi degli anni ’90, periodo di profonde trasformazioni industriali collegate alla crisi dell’industria pesante e alla necessità di riconvertire l’area in un diverso modello produttivo basato su una nuova e moderna concezione di sviluppo industriale e di servizi a stretto contatto con l’università e i centri di ricerca. Storia di Mestre e marghera tratte da: www.veneziamestre.net
|